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mercoledì 25 gennaio 2012

Contest fotografico / 'Che ne è stato del bon ton.'


Fotografia vincitrice del contest fotografico, di Cristina Colombi.


'Che ne è stato del bon ton.'


Le quattro signore, con i loro eleganti tailleur color pastello, sedevano al tavolo del salotto della proprietaria di casa. I loro cappellini somigliavano rispettivamente ad uno struzzo spennato, ad una gabbia per uccelli, ad un generico spauracchio, ad un limone gigante. 

Il salotto ricordava in ogni suo dettaglio quello della casa delle bambole che tutte le bambine dai boccoli d'oro sognano per anni. Alcune di loro realizzano quel sogno in grande, costruendosi (facendosi costruire, sarebbe meglio dire) la casa delle favole, con tanto di tappezzeria a righe azzurro cielo e sedia a dondolo in legno scuro. Altre bambine, invece, aspettano con ansia l'uscita successiva di 'Doll House' in edicola, per poter finalmente completare, dopo aver raccolto più di quindici uscite precedenti, la famigerata vaschetta da bagno 5 cm x 3 cm. 


Naturalmente le nostre quattro signore appartenevano senza ombra di dubbio alla prima categoria. 


sabato 31 dicembre 2011

# 16 - Nuovo anno, nuova vasca da bagno.



Colonna sonora: Brenda Lee - Break it to me gently ( Pao consiglia l'ascolto durante la lettura, e per quanto riguarda me, non potrebbe esserci canzone più azzeccata alle circostanze).

Auguriamo a tutti un capodanno come si deve, e un nuovo inizio altrettanto gioioso, magari non drastico come quello della nostra protagonista. Ci rivediamo nel 2012. 




'L'amore mi portò via per una notte, e poi per tutta la vita.'


Che frase poetica. Lei era sempre stata brava più di me con le parole. 
Quando Judith mi raccontò la storia del suo grande amore, mi sentii meglio. In fin dei conti
qualcuno ce l'aveva fatta. Lei era un'eccezione, un caso unico. Il manico di scopa che cresce
e si trasforma in aspirapolvere di ultima generazione, con tutti i comfort del caso. 
Me ne stavo sul mio letto nella mia vecchia stanza, quella in casa dei miei, e ascoltavo 
pazientemente ogni parola ed ogni sospiro di mia sorella Judith che mi raccontava il suo successo, il suo amore, e nel frattempo cercavo di mettermi lo smalto spennellando come un'ossessa. 

Rispondevo con frasi tipo 'ah ah', e 'certo', 'come no, come no'. 
Fingevo grande interesse, e in effetti sì, ero interessata a sapere come fosse possibile
che mia sorella, quella disadattata di Judith, fosse riuscita a trovare l'amore sotto l'albero quel 
natale, dopo tutti gli altri natali passati a prosciugarsi di ogni lacrima e ripetendo 'oh mio Dio, non lo troverò mai!'.